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Africa (provincia romana)
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La mwbqprovincia romana dmwbg'mwbwAfrica, a partire da mwcaAugusto mwcqAfrica Proconsolare, corrispose inizialmente al territorio adiacente a mwcgCartagine e si estese successivamente, a spese del mwcwregno di Numidia, lungo le coste del mwdaMaghreb, comprendendo i territori occupati oggi dalla mwdqTunisia (ad esclusione della sua parte desertica), la costa orientale dell'mwdgAlgeria e quella occidentale della mwdwLibia.

Il nome proviene con tutta probabilità da quello della tribù mweqberbera indigena degli Afri, tramandato fino al giorno d'oggi come mwewAfrica a indicare l'intero continente nelle lingue europee e come mwfamwfqIfrīqiya a indicare l'attuale mwfgTunisia in mwfwlingua araba.

Contents

Storia
Auxilia
Note

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Statuto

Divenne provincia romana nel mwha146 a.C. al termine della mwhqterza guerra punica. Un secolo più tardi, nel mwhg46 a.C., dopo la mwhwbattaglia di Tapso, Cesare riorganizzò i territori africani ed il regno dei Massili divenne invece una nuova provincia: lmwia'mwiqAfrica Nova. Per contrasto, i territori che già in precedenza costituivano la provincia d'Africa presero allora il nome di mwigAfrica Vetus ("Africa vecchia").cite-ref-rinaldi-tufi378-1-0[1]

Dopo la mwkabattaglia di Azio (mwkq31 a.C.), mwkgOttaviano riorganizzò le province nel mwkw27 a.C.: le due province dellmwla'mwlqAfrica Vetus e mwlgNova vennero unificate e classificate come mwlwprovincia senatoria, retta da un mwmaproconsole,cite-ref-dioneliii13-3-2-0[2] con il nome di mwnqAfrica Proconsolare (mwngAfrica Proconsularis).cite-ref-rinaldi-tufi378-1-1[1] Tra il mwow37 e il mwpa41 d.C., l'imperatore mwpqCaligola sottrasse al mwpggovernatore il comando della legione, che venne affidato ad un mwpwmwqalegatus legionis imperiale, nominato direttamente dall'imperatore.cite-ref-rinaldi-tufi378-1-2[1]cite-ref-tacitohist4-48-3-0[3]cite-ref-dione59-20-7-4-0[4] Con mwtqSettimio Severo (nel mwtg193), la Numidia venne separata dall'mwtwAfrica Proconsolare, e governata da un procuratore imperiale.cite-ref-rinaldi-tufi378-1-3[1]cite-ref-ae1911-107-5-0[5]

Sotto mwwqDiocleziano l'amministrazione provinciale venne riformata e la provincia dell'Africa proconsolare venne suddivisa nelle nuove province di mwwgProconsolare Zeugitana (mwwwProconsularis Zeugitana) e di mwxaValeria Bizacena (mwxqValeria Byzacena), che entrarono a far parte della mwxgdiocesi d'Africa nella mwxwPrefettura del pretorio d'Italia (mwyaItaliae), mentre la Numidia divenne una delle sette province della mwyqdiocesi d'Africa, e fu divisa in mwygNumidia Cirtensis e mwywNumidia Militiana (queste ultime due riunite in un'unica provincia, al tempo di mwzaCostantino I).cite-ref-rinaldi-tufi378-1-4[1] Con la divisione dell'impero dopo la morte di mwaqTeodosio I nel mwag395, dalla provincia di Valeria Bizacena si distaccò ancora la nuova provincia della mwawTripolitania e le tre province fecero parte dell'mwbaImpero romano d'Occidente.

| EVOLUZIONE DELLA PROVINCIA D'AFRICA E NUMIDIA | EVOLUZIONE DELLA PROVINCIA D'AFRICA E NUMIDIA | EVOLUZIONE DELLA PROVINCIA D'AFRICA E NUMIDIA | EVOLUZIONE DELLA PROVINCIA D'AFRICA E NUMIDIA | EVOLUZIONE DELLA PROVINCIA D'AFRICA E NUMIDIA | EVOLUZIONE DELLA PROVINCIA D'AFRICA E NUMIDIA | EVOLUZIONE DELLA PROVINCIA D'AFRICA E NUMIDIA | EVOLUZIONE DELLA PROVINCIA D'AFRICA E NUMIDIA | EVOLUZIONE DELLA PROVINCIA D'AFRICA E NUMIDIA |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| prima della conquista romana | Cartagine | Numidia orientale ( Massili ) | Numidia orientale ( Massili ) | Numidia occidentale ( Massesili ) | Numidia occidentale ( Massesili ) | | | |
| dal 146 a.C. | Africa | Numidia | Numidia | Numidia | Numidia | | | |
| dal 105 a.C. | Africa (con annesse parti della Numidia) | Numidia orientale | Numidia orientale | Numidia occidentale | Numidia occidentale | | | |
| dal 45 a.C. | Africa Vetus | Africa Nova (ex Numidia orientale) | Africa Nova (ex Numidia orientale) | Numidia occidentale | IV Coloniae Cirtensium | | | |
| dal 27 a.C. | Africa Proconsolare | Africa Proconsolare | Africa Proconsolare | Africa Proconsolare | Africa Proconsolare | | | |
| dal 193 [ 5 ] | Africa Proconsolare | Africa Proconsolare | Africa Proconsolare | Numidia | Numidia | | | |
| con la riforma di Diocleziano | Africa Proconsolare Zeugitana | Africa Valeria Bizacena | Africa Valeria Bizacena | Numidia Miliziana | Numidia Cirtense | | | |
| al momento della divisione dell'impero nel 395 | Africa Proconsolare Zeugitana | Africa Bizacena | Africa Tripolitana | Numidia | Numidia | | | |

Le Province inserite nelle caselle con sfondo aranciato erano poste sotto il controllo diretto dei Romani.

Storia

L'Africa in epoca repubblicana

Durante la mwvqseconda guerra punica, nell'estate del mwvg210 a.C., il re di mwvwNumidia mwwaSiface inviò dei suoi ambasciatori a mwwqRoma per comunicare l'esito favorevole delle battaglie che il re aveva combattuto contro i Cartaginesi. Essi assicuravano al Senato riunito che il loro re era totalmente avverso nei confronti di Cartagine, mentre a Roma riconosceva la sua amicizia. Ricordavano che in passato Siface aveva mandato ambasciatori in Spagna ai generali romani mwwgGneo e mwwwPublio Cornelio, e che ora più che mai desiderasse ottenere l'amicizia del popolo romano rivolgendosi al Senato stesso.cite-ref-6[6] Il senato non solo accettò la richiesta del re numida, ma inviò allo stesso come ambasciatori Lucio Genucio, Publio Petelio e Publio Popilio affinché gli portassero dei doni, tra cui una mwyatoga e una tunica purpurea, una mwyqsedia curule d'avorio e una coppa d'oro di cinque libbre.cite-ref-7[7] Gli ambasciatori del senato ebbero anche l'ordine di recarsi, subito dopo, dagli altri re africani, portando loro in dono, toghe preteste e coppe d'oro del peso di tre libbre ciascuna.cite-ref-8[8]

Sempre nel 210 a.C. sappiamo che il mw0wprefetto della flotta in mw1aSicilia, mw1qValerio Messalla, fu inviato dal console mw1gMarco Valerio Levino, in Africa a spiare i preparativi dei Cartaginesi ed a predare quei territori.cite-ref-9[9] Valerio, avvicinatosi prima dell'alba alle coste africane con cinquanta navi, sbarcò all'improvviso nel territorio di mw2wUtica, saccheggiandolo per un ampio territorio, catturando numerosi uomini e facendo mw3abottino. Poi fece ritorno in Sicilia a capo mw3qLilibeo, tredici giorni dopo che era partito.cite-ref-10[10]

Una volta raggiunta la destinazione, Valerio Messalla fece un'inchiesta fra i prigionieri, venendo a conoscere tutta una serie di dati che si premurò di comunicare per iscritto al console Levino, affinché fosse informato sulla reale situazione in Africa. Prima di tutto a Cartagine si trovavano mw4w5 000 Numidi con mw5aMassinissa, figlio di mw5qGala e fierissimo giovane. Vi erano poi altri soldati mercenari arruolati in tutta l'Africa per essere condotti in Spagna agli ordini di Asdrubale, il quale avrebbe dovuto congiungersi col fratello Annibale in Italia, insieme ad un esercito imponente. A Cartagine riponevano in questo piano ogni speranza di vittoria.cite-ref-11[11]

La conquista

La provincia d'Africa venne conquistata nel mw9w146 a.C. con la mw-aterza guerra punica, combattuta tra mw-qCartagine e mw-gRoma. Nel mw-w149 a.C., il mw-aconsole mw-qScipione Emiliano sbarcò sul territorio di Cartagine e prese la città dopo un assedio durato tre anni. Dopo questa vittoria la città di Cartagine venne distrutta e il suo sito consacrato agli dei inferi mediante una cerimonia di mw-gexecratio. La mw-wchôra, il territorio della città, venne annesso allmwaqa'mwaqemwaqiager publicus, il pubblico demanio della città di Roma e venne istituita una nuova provincia, nella quale sette città rimasero città libere (mwaqmcivitates liberae).

Il territorio della nuova provincia era abbastanza importante, (tra i 20 e i mwaqu25 000 km²), ma poco densamente popolato (non più di mwaqy700 000 abitanti prima della conquista romana), e soprattutto estremamente fertile. Costituiva dunque un territorio da colonizzare ideale per il partito dei mwaqcpopulares, che cercavano di risolvere la crisi economica e sociale che colpiva la mwaqgplebe romana mediante la redistribuzione di terre dellmwaqk'mwaqoager publicus ai contadini in miseria. Nel mwaqs124 a.C. un'mwaqwepidemia devastò l'Africa, liberando nuove terre per un eventuale stanziamento mwaq0coloniale. Nel mwaq4122 a.C., il mwaq8tribuno della plebe mwaraGaio Sempronio Gracco, capo del partito dei mwarepopulares, dedusse una colonia sul territorio dell'antica Cartagine (mwariColonia Iunonia Karthago, all'epoca la sola esistente al di fuori dell'Italia). Le terre distribuite ai coloni consistettero in mwarm300 000 ettari, il che fa pensare a una loro dispersione all'interno della provincia. Nel mwarq121 a.C. il movimento di colonizzazione subì un arresto, quando Gracco venne assassinato e il partito dei mwarupopulares venne sostituito da quello degli mwaryoptimates, rappresentanti dell'aristocrazia romana.

La provincia d'Africa era circondata a ovest e a sud dal mwargregno di Numidia, riunificato, dopo la mwarkseconda guerra punica, sotto il re dei Massili, mwaroMassinissa, alleato di mwarsScipione l'Africano. Il confine tra la provincia d'Africa e la Numidia era segnalato dalla mwarwFossa Regia, un sistema di delimitazione lungo il quale sussistono tuttora diversi cippi di confine, che andava dalla foce dell'attuale Oued el-Kebir, a est di mwar4Tabarka (nei testi latini: mwar8Thabraca) fino a mwasaThaenae, una decina di chilometri a sud dell'odierna mwaseSfax.

Alla morte di mwasmMicipsa, figlio di Massinissa, una disputa per la successione oppose i suoi figli mwasqAderbale e mwasuIempsale al nipote e figlio adottivo mwasyGiugurta. Questa disputa sfociò nelle mwascguerre giugurtine in cui Roma intervenne schierandosi contro Giugurta. Nel mwasg111 a.C. una prima campagna condotta dal console mwaskLucio Calpurnio Bestia non produsse grandi effetti e fu necessaria una nuova campagna, condotta nel mwaso107 a.C. dal console mwassMario. Il suo luogotenente mwaswSilla, grazie all'alleanza col mwas0re di Mauretania mwas4Bocco, riuscì a catturare Giugurta nel mwas8105 a.C.

La Numidia non venne annessa interamente alla provincia. Solo le zone orientali e meridionali del regno, quelle che si affacciavano sulle pianure della mwateMedjerda e quelle sul golfo della mwatiPiccola Sirte, furono unite allmwatm'mwatqmwatuager publicus. La città di mwatyLeptis Magna, situata in questa regione, ricevette il privilegio della libertà per essersi schierata a fianco di Roma in questo conflitto. Il regno numida, inizialmente nuovamente suddiviso, venne affidato ad un fratellastro di Giugurta, mwatcGauda, e proseguì la sua esistenza ancora per qualche decennio, sia pure col ruolo, di fatto, di protettorato romano.

Il periodo delle guerre civili

Nel corso della guerra condotta contro Giugurta, il mwaueconsole mwauiMario aveva ingaggiato nel suo esercito dei "proletari", contadini privi di terre. Divenuto capo dei mwaumpopulares a Roma, per ricompensarli della loro fedeltà, fece votare nel mwauq103 a.C. una legge che concedeva ad ogni veterano 252 ettari di terreno. Anche gli mwauuausiliari reclutati presso la popolazione nomade dei mwauyGetuli ricevettero questi doni insieme alla mwauccittadinanza romana. I veterani vennero stanziati nelle regioni che erano state incorporate allmwaug'mwaukager publicus nello sconfitto regno di Numidia, consolidando inoltre la frontiera. Lo stanziamento raggiunse una notevole entità e riguardò tra le 6 e le mwauo10 000 persone, sebbene sul territorio non venisse fondata alcuna colonia.

Durante la mwauwguerra civile tra Mario e Silla (mwau088-mwau483 a.C.), l'Africa costituì una roccaforte dei sostenitori di Mario, anche grazie alla presenza di questi veterani del suo esercito. Nell'mwau881 a.C. i seguaci di Mario in Africa detronizzarono il re dei Massili mwavaIempsale II, figlio di Gauda e partigiano di Silla. Furono però sconfitti da un'alleanza che comprendeva il re mauro Bocco e il luogotenente di mwaveSilla, mwaviPompeo, e così nell'mwavm80 a.C. Iempsale II recuperò il trono. I sillani gli riconobbero perfino una giurisdizione sui Getuli, fatti cittadini romani da Mario.

Nel mwavu75 a.C. i mwavypopulares impedirono il ritorno in seno alla Numidia dei territori annessi nel mwavc105 a.C., ma nel mwavg64 a.C. venne riconosciuta a Iempsale l'indipendenza delle sue terre rispetto allmwavk'mwavoager publicus. Il re numida si trovò così alleato degli mwavsoptimates e dei pompeiani, successori, in un certo senso, dei sillani. Nel mwavw50 a.C., alla morte di Iempsale, il tribuno mwav0cesariano Curione propose l'annessione della Numidia orientale, spingendo il nuovo re mwav4Giuba I tra i seguaci di Pompeo.

Nel corso della mwawaguerra civile tra Cesare e Pompeo, una prima spedizione condotta da Curione nel mwawe49 a.C. venne sbaragliata dalle truppe mwawinumide. Dopo la sconfitta di mwawmPompeo a mwawqFarsalo nel mwawu48 a.C., i dirigenti del partito pompeiano si rifugiarono in Africa, dove formarono, insieme all'esercito numida, una forza di oltre mwawy70 000 uomini, ultimo ostacolo alla vittoria di mwawcCesare. Quest'ultimo sbarcò nel mwawg47 a.C. con sei mwawklegioni, contando inoltre sull'alleanza col mwawore di Mauretania e con i mwawsGetuli, sottoposti ai Numidi dall'mwaww80 a.C. Nel mwaw046 a.C., un avventuriero campano esule in Mauretania, mwaw4Publio Sittio, originario di mwaw8Nuceria Alfaterna, riuscì, con l'appoggio dei Mauretani, a sconfiggere il re dei Massesili, Massinissa II, impegnato al fianco del cugino Giuba. I Numidi e i pompeiani furono presi tra due fuochi e vennero sconfitti nella mwaxebattaglia di Tapso. Il re Giuba si suicidò, così come mwaxiCatone Uticense, capo del partito pompeiano.

Cesare riorganizzò i territori africani: il regno dei Massesili viene per metà annesso al regno di Mauretania e per metà assegnato a Sittio; Il regno dei Massili divenne invece una nuova provincia: lmwaxq'mwaxumwaxyAfrica Nova (con capitale mwaxcZamacite-ref-rinaldi-tufi378-1-5[1] e di cui mwaxwGaio Sallustio Crispo fu il primo governatorecite-ref-rinaldi-tufi378-1-6[1]). Per contrasto, i territori che già in precedenza costituivano la provincia d'Africa presero allora il nome di mwayemwayiAfrica Vetus ("Africa vecchia").

Continuando la stessa linea politica di Mario, Cesare riprese la fondazione di mwayqcolonie in Africa inviando veterani italici, ma anche gallici o africani, a fondare nuove città sulla costa africana. Si trattava dei centri di mwayuCartaginecite-ref-12[12] (mwayo44 a.C.), mwaysmwaywThabraca, mway0mway4Hippo Diarrhytus, mway8Thuburbo Minor, mwazeUthina (nei pressi di Cartagine), mwazmmwazqClupea, mwazuCarpis, mwazcmwazgCurubis (mwazk45 a.C.) e mwazomwazsNeapolis (in mwazwTunisia).cite-ref-cornellmattews72-13-0[13] Questa politica gli permise di insediare i suoi veterani, ma anche di controllare le rotte di cabotaggio delle navi che trasportavano il grano africano, necessario per l'approvvigionamento di Roma.

Le ulteriori vicende belliche durante la lotta dei mwaaitriumviri mwaamMarco Antonio, Ottaviano e mwaaqLepido contro i mwaaucesaricidi interessarono ancora la provincia. Il principe numida Arabione, figlio dell'ultimo re dei Massesili eliminò Sittio e riconquistò il trono nel mwaac44 a.C.cite-ref-14[14] Allo stesso tempo, il governatore dellmwaaw'mwaa0Africa Nova, Tito Sestio, partigiano dei triumviri, si impadronì anche dellmwaa4'mwaa8Africa Vetus, il cui governatore si era schierato con i cesaricidi, e nel mwaba41 a.C. riuscì ad eliminare anche Arabione, sebbene questi si fosse alleato con lui. Nella successiva suddivisione delle sfere di influenza dei triumviri, l'Africa riunita venne affidata nel mwabe40 a.C. a Lepido, che ne venne tuttavia privato nel mwabi36 a.C., a causa dei contratti con Ottaviano. In questo breve periodo di governo della provincia Lepido riuscì però a fondare altre tre nuove colonie in Africa e mwabmNumidia (a mwabqmwabuSicca Veneria, mwabymwabcCirta e mwabgmwabkUtica) ed altre quattro nella "futura" mwaboprovincia romana di mwabsMauretania Tingitana (a mwabwmwab0Banasa, mwab4Babba, mwacaZulil e mwacimwacmTingi).cite-ref-cornellmattews72-13-1[13]

L'Africa in età imperiale

La riorganizzazione augustea

mwac0Ottaviano riorganizzò le province nel mwac427 a.C., anno in cui gli venne conferito il titolo di mwac8augusto: le due province dellmwada'mwadeAfrica Vetus e mwadiNova vennero unificate e classificate come mwadmprovincia senatoria, retta da un mwadqproconsole,cite-ref-dioneliii13-3-2-1[2] con il nome di mwadkAfrica Proconsolare (mwadoAfrica Proconsularis).cite-ref-rinaldi-tufi378-1-7[1]

Augusto riprese la politica di fondazioni coloniali di mwaeaCesare, abbandonata in parte, sotto il dominio di Lepido. Il territorio viene organizzato attraverso una rete di mwaeecittà di diversa condizione: mwaeicolonie (mwaemcoloniae), mwaeqmunicipi (mwaeumunicipia) e città peregrine (mwaeycivitates peregrinae, ovvero "straniere"). Le colonie fondate da Augusto si estesero dalla zona intorno a Cartagine e nella precedente mwaecAfrica Nova, fino ai confini con la mwaegMauretania, con lo scopo di accelerare la mwaekromanizzazione dei territori provinciali, ossia la lenta acquisizione di usi e costumi modellati su quelli di Roma, di cui erano portatori i coloni. Si trattava di due nuovi centri in mwaeoNumidia (a mwaesThuburnica e mwae0Simitthu), e nove nella futura provincia di mwae8Mauretania Caesariensis (a mwafamwafeIgilgili, mwafimwafmSaldae, mwafqTubusuctu, mwafyRusazu, mwafgRusguniae, mwafoAquae Calidae, mwafwZuccabar, mwaf4Gunugu e mwagamwageCartenna).cite-ref-cornellmattews72-13-2[13]cite-ref-15[15]

La colonia più importante tra quelle fondate da Augusto fu quella di mwagsCirta (oggi mwagwCostantina), che era stata al centro del principato di Sittio. La città di mwag0Cartagine, capitale della provincia, vide accresciuti i propri privilegi ed esenzioni tributarie ed era dotata di un esteso territorio, la mwag4pertica Karthagensis. Tre città, i cui abitanti erano in maggioranza cittadini romani, discendenti dai coloni di Mario e Cesare, godevano della condizione di municipi, tra le sette città lasciate libere alla nascita della provincia: mwag8mwahaIppona (oggi mwaheAnnaba, in mwahiAlgeria), mwahmmwahqUtica e mwahuMustis (oggi El Krib, in mwahgTunisia). Le città peregrine conservarono invece in molti casi le proprie antiche istituzioni, con a capo due magistrati chiamati mwahksuffeti, di origine mwahopunica.

La pax romana

Tra il mwaiy17 e il mwaic24 un ex appartenente alle truppe ausiliarie romane, mwaigTacfarinas, riunì intorno a sé una confederazione tribale, i Musulami, alla quale si unirono inoltre i Getuli stanziati a sud della Proconsolare. Tacfarinas si alleò inoltre con il popolo subsahariano dei mwaikCinithii, insediato nei pressi della mwaiopiccola Sirte, e con le tribù mwaismaure ribelli al re mwaiwTolomeo di Mauretania. Ottenne inoltre l'appoggio dei mwai0Garamanti, giungendo a circondare completamente i possedimenti romani in Africa. Nonostante l'intervento di una seconda legione, la mwai4VIIII Hispana, nel mwaja20 Tacfarinas non venne sconfitto e il conflitto terminò solo quando il proconsole d'Africa riconobbe i diritti di passaggio delle tribù getule sul territorio romano.

La dinastia dei mwajiFlavi rilanciò in Africa la politica di promozione del modello urbano, già avviata da Augusto, spostandola tuttavia per lo più in direzione della promozione delle città indigene.

All'epoca era venuto meno il vero e proprio movimento di colonizzazione, consistente nella fondazione di città dipendenti direttamente da Roma ad opera di gruppi di cittadini romani, di solito veterani che ricevevano lotti del territorio. L'ultima vera colonia fondata, quella di mwajqTimgad, si ebbe nel mwaju100, al momento in cui la mwajypax romana sembrava ormai estendersi all'intera provincia, con l'arresto delle scorrerie di tribù getule, maure o sahariane. Lo statuto di colonia divenne quindi in Africa puramente onorifico, costituendo un riconoscimento per le città che si fossero più completamente assimilate al modello romano.

Contemporaneamente anche lo statuto del municipio subisce un'evoluzione. I mwajgmunicipia di età repubblicana ed augustea erano "di diritto romano", vale a dire delle città organizzate, quanto a istituzioni, sul modello di Roma, con delle magistrature, un senato e delle assemblee del popolo, mentre i municipi flavi sono municipi "di diritto latino". Il diritto latino risale alle prime fasi dell'espansione romana, era stato ripristinato da Cesare che aveva concesso questo statuto a diverse città della mwajkGallia Narbonese. La principale differenza consisteva nel fatto che la cittadinanza romana non veniva attribuita a tutta la popolazione dei municipi di diritto latino, ma solo alle loro mwajoélite. L'uso da parte dei Flavi di questa istituzione, fino ad allora ristretta alla Gallia Narbonese, evidenzia la loro volontà di associare le mwajsélite indigene al processo di romanizzazione. Il diritto latino venne inoltre assegnato anche slegato dallo statuto municipale, per essere concesso a modeste "città peregrine", in cui le mwajwélite erano numericamente troppo esigue per formare un senato: in questo modo l'associazione delle mwaj0élite alla mwaj4romanitas poté estendersi anche al di là del quadro ristretto delle città più importanti.

In tal modo si venne ad instaurare una sorta di gerarchia onorifica tra gli statuti delle città: le città peregrine acquisivano progressivamente il diritto latino, mentre i municipi acquisivano il diritto romano, e quindi l'ambito statuto di colonia onoraria. Le diverse città e le loro mwakaélite si lanciarono così in una corsa ad ottenere un avanzamento nello statuto cittadino da parte degli imperatori, inviando, in particolare delle ambasciate specificatamente rivolte a questo scopo. Per tutto l'alto impero le città d'Africa beneficiarono di un contesto economico particolarmente florido.

La provincia continuò ad essere interessata dalle incursioni delle tribù dell'interno. Tra gli episodi successivi, si possono citare l'ascesa al trono nel mwaki238 del governatore d'Africa mwakmGordiano, che sciolse temporaneamente la III mwakqAugusta.

La riorganizzazione dioclezianea e costantiniana fino a Teodosio (286-395)

Sotto mwak8Diocleziano l'amministrazione provinciale venne riformata e la provincia dell'Africa proconsolare venne suddivisa nelle nuove province di mwalaProconsolare Zeugitana (mwaleProconsularis Zeugitana) e di mwaliValeria Bizacena (mwalmValeria Byzacena), che entrarono a far parte della mwalqdiocesi d'Africa nella mwaluPrefettura del pretorio d'Italia (mwalyItaliae).

Con la divisione dell'impero dopo la morte di mwalgTeodosio I nel mwalk395 dalla provincia di Valeria Bizacena si distaccò ancora la nuova provincia della mwaloTripolitania e le tre province fecero parte dell'mwalsImpero romano d'Occidente. Sempre a questo periodo appartengono la rivolta di mwalwLucio Domizio Alessandro e il conseguente saccheggio di mwal0Cartagine da parte delle truppe di mwal4Massenzio, nel mwal8310, e le rivolte di mwamaFirmo, nel mwame375, e di suo fratello mwamiGildone, nel mwamm398.

Sotto il regno di mwamuValentiniano I (364-375), l'Africa era continuamente esposta alle incursioni dei Mauri.cite-ref-16[16] La Tripolitania, in particolare, continuava ad essere saccheggiata impunemente dagli Austuriani, con il pretesto di dover vendicare l'uccisione di uno di loro, tal Stacao, giustiziato a loro dire ingiustamente dai Romani; essendo la città di mwamomwamsLeptis Magna minacciata dalle incursioni nemiche, i suoi abitanti implorarono l'aiuto del Conte d'Africa Romano, il quale però rispose che sarebbe intervenuto solo se gli avessero fornito vettovaglie e quattromila cammelli, richiesta che gli abitanti non poterono soddisfare; di fronte al comportamento deplorevole del Conte d'Africa, il quale non muoveva un dito contro gli invasori a meno che non i cittadini non gli versassero un tributo, gli abitanti di Leptis inviarono un'ambasceria presso Valentiniano per deplorare il comportamento del loro Conte; Valentiniano inviò dunque Palladio affinché verificasse la veridicità dell'esposto dei cittadini di Leptis, ma il mwamwConte Romano riuscì a insabbiare tutto ottenendo delle informazioni compromettenti su Palladio e ricattandolo: se avesse spifferato all'Imperatore le malefatte del Conte Romano, quest'ultimo avrebbe riferito a Valentiniano anche i misfatti compiuti in passato da Palladio; Palladio mentì dunque all'Imperatore, convincendolo che gli abitanti di Leptis si lamentavano a torto; Valentiniano fece giustiziare gli ambasciatori accusandoli di menzogna, e il Conte disonesto poté mantenere il posto fino ai tempi della mwam0rivolta di Firmo, quando il mwam4Conte Teodosio, inviato da Valentiniano in Africa per sopprimere la rivolta, scoprì tutto e lo fece processare.cite-ref-17[17] Nel 372 il Conte Romano, intendendo vendicare l'assassinio di Zamma, figlio del capo dei Mauri e ucciso dal suo stesso fratello mwanmFirmo, accusò Firmo di molti crimini volendo la sua rovina; poiché i contatti privilegiati che Romano aveva con la corte impedirono ogni valida difesa di Firmo, quest'ultimo, disperando per la propria salvezza, si rivoltò, devastando le province africane; Valentiniano, informato, inviò quindi in Africa il Conte Teodosio, per porre fine alla rivolta; con una serie di vittorie Teodosio represse con successo la mwanqrivolta di Firmo, che, nella disperazione di essere catturato vivo, si suicidò (375).cite-ref-18[18]

Un ventennio dopo (398) si verificò la rivolta di mwanoGildone, fratello di Firmo, il quale, sobillato da mwansEutropio, primo ministro di mwanwArcadio, staccò l'Africa dall'Impero d'Occidente trasferendo la propria obbedienza a quello d'Oriente. mwan0Stilicone, mwan4magister utriusque militiae e reggente dell'Imperatore d'Occidente mwan8Onorio, reagì prontamente inviando in Africa mwaoaMascezel, fratello di Gildone ma fedele all'Impero; Mascezel riuscì rapidamente a reprimere la rivolta e l'Africa tornò fedele all'Impero d'Occidente, ma Mascezel si spense poco tempo dopo in circostanze sospette, forse (insinuano le fonti) assassinato per volere di Stilicone.cite-ref-19[19]

La conquista vandalica dell'Africa

L'Africa rimase romana fino agli mwaoganni trenta del V secolo, decennio in cui venne sottomessa dai mwaokVandali. Secondo mwaooProcopio e mwaosGiordane, i Vandali sarebbero stati invitati in Africa dal mwaowcomes d'Africa mwao0Bonifacio, che era stato proclamato dalla reggente mwao4Galla Placidia mwao8nemico pubblico in quanto accusato di voler separare l'Africa dall'Impero. Secondo Procopio,cite-ref-20[20] Bonifacio sarebbe diventato nemico pubblico per un tranello di mwapqFlavio Ezio che, invidioso di lui, avrebbe fatto credere a Galla Placidia (reggente dell'impero in nome del figliolo mwapuValentiniano III) che Bonifacio avesse intenzione di staccare l'Africa dall'Impero; questi sospetti sembrarono essere confermati dal fatto che Bonifacio avesse disobbedito all'ordine di Galla di tornare in Italia; in realtà Bonifacio ricevette da Ezio una lettera che lo avvertiva di non obbedire all'ordine dell'Augusta, perché quest'ultima lo avrebbe fatto uccidere. Procopio tuttavia è spesso inaccurato quando narra gli avvenimenti del V secolo,cite-ref-21[21] per cui il coinvolgimento di Ezio potrebbe essere un errorecite-ref-22[22], anche perché una fonte del V secolo, la mwap4Chronica minora di mwap8Prospero, dà un'altra versione dei fatti. Secondo Prospero, fu mwaqaFelice, e non Ezio, a tramare contro Bonifacio, accusandolo di tradimento e di volersi rendere indipendente dall'Impero. Galla pretese allora che Bonifacio, reo tra l'altro di appoggiare l'arianesimo contro i desideri dell'Augusta, si recasse in Italia per scusarsi e al suo rifiuto lo dichiarò nemico pubblico. Placidia inviò nel 427 tre generali contro Bonifacio: Mavorzio, Gallione e Sanece. Bonifacio riuscì però a corrompere Sanece, facendo uccidere a quest'ultimo gli altri due generali; anche Sanece venne poi ucciso e i suoi soldati passarono dalla parte di Bonifacio. Nel 428 però venne inviata da Galla una seconda spedizione sotto il comando di mwaqeSigisvulto, costringendo, secondo Procopio, il mwaqicomes a chiedere aiuto ai Vandali, che accettarono l'invito. Secondo Heathercite-ref-23[23], invece, i Vandali non sarebbero stati invitati da Bonifacio ma avrebbero invaso l'Africa di propria iniziativa, essendo alla ricerca di un luogo dove stanziarsi più sicuro della Spagna, dove erano esposti ai contrattacchi dei Romani e dei Visigoti.

I Vandali, comandati dal loro re mwaq4Genserico, attraversarono lo stretto di Gibilterra nel 429, sottomettendo la Mauretania, ottenendo l'appoggio di Berberi e di mwaq8Donatisti (una setta eretica), ostili al governo romano.cite-ref-sir75-24-0[24] Nel frattempo Bonifacio si riconciliò con Gallacite-ref-25[25] e chiese ai Vandali, secondo almeno Procopio, di ritornare in Spagna ottenendo ovviamente il rifiuto della popolazione barbarica, nemmeno minimamente disposta a rinunciare ai ricchi territori d'Africa, il granaio dell'Impero. La banda di veterani che avevano marciato sotto le insegne di Bonifacio, e le nuove leve, vennero respinte con perdite considerevoli, i barbari vittoriosi saccheggiarono l'aperta campagna, e mwargCartagine, mwarkCirta e mwaroIppona furono le uniche città che sembravano scampare all'inondazione generale. Placidia implorò l'aiuto del suo alleato orientale e la flotta italiana e l'esercito vennero rafforzati da mwarsAspar, che salpò da mwarwCostantinopoli con un potente esercito. Non appena la forza dei due imperi fu unita sotto il comando di Bonifacio, egli marciò contro i Vandali; e la perdita di una seconda battaglia irrimediabilmente decise il destino dell'Africa. La città di Ippona venne evacuata e Bonifacio ritornò sconsolato in Italia, dove morì poco dopo ucciso in battaglia dal rivale Ezio.

Otto anni trascorsero tra l'evacuazione di Ippona alla riduzione di Cartagine. Nel mezzo di questo intervallo l'ambizioso Genserico firmò con l'Impero l'11 febbraio 435 la mwar4tregua di Trigezio, che stabilivacite-ref-26[26] che i Romani avrebbero riconosciuto ai Vandali il possesso della Mauritania e di parte della Numidia; in cambio i Vandali avrebbero pagato un tributo annuale all'Impero d'Occidente e avrebbero consegnato in ostaggio ai Romani il figlio di Genserico, mwasmUnnerico. Inoltre i Vandali sarebbero diventati mwasqmwasufoederati. Questa moderazione sembra essere dovuta all'instabilità del suo regno: il trono era minacciato dalle rivendicazioni dei suoi nipoti, i figli di mwasyGunderico, che ambivano al potere, mentre vi furono numerose sedizioni dei Mauri e dei Germani, dei Donatisti e dei cattolici.cite-ref-gib33-27-0[27] Il 9 ottobre mwass439 Cartagine venne conquistata dai Vandali, cinquecentottantacinque anni dopo la mwaswdistruzione della città e dello Stato per opera dello mwas0Scipione minore.

Dopo aver conquistato l'Africa, i Vandali costruirono una flotta e saccheggiarono le coste della mwas8Sicilia e dell'Italia. mwataTeodosio II, Imperatore d'Oriente, inviò una flotta in soccorso dell'Impero d'Occidente, allarmando Genserico che decise di aprire le trattative. L'invio della flotta nel tentativo di recuperare Cartagine fu però vanificato mwatedall'invasione dei Balcani da parte degli mwatiUnni di mwatmAttila, che costrinse Teodosio II a richiamare la flotta nei Balcani, non lasciando all'Impero occidentale alcun'altra scelta che negoziare una pace sfavorevole con Genserico. Il trattato di pace del 442 tra l'Impero e i Vandali prevedeva l'assegnazione ai Vandali di Byzacena, Proconsolare e parte della Numidia, in cambio della restituzione ai Romani delle Mauritanie e del resto della Numidia, province però danneggiate da anni di occupazione vandala e che quindi non potevano più fornire un grande gettito fiscale.cite-ref-28[28]cite-ref-bury8-29-0[29] Basti pensare che Valentiniano III fu costretto a concedere alla Numidia cinque anni di esenzione fiscale per mwatw13 000 unità di terreno coltivabile, mentre, a causa delle devastazioni dei Vandali, Numidia e Mauritania Sitifense si erano impoverite talmente tanto che lo Stato fu costretto, secondo almeno un editto fiscale del 21 giugno del 445, a ridurre le tasse a 1/8 del gettito fiscale preesistente all'invasione. La crisi economica dovuta alla perdita o alla devastazione di così tante province costrinse gli Imperatori a ridurre i benefici fiscali che favorivano i possessori terrieri ed evidentemente anche a ridurre i ranghi di un esercito già debole: ciò è testimoniato da una legge in cui lo Stato giustificò l'introduzione di una nuova tassa per il fatto che si trovava a corto di soldi per il mantenimento dell'esercito a causa del calo di gettito fiscale dovuto alle perdite territoriali o alle devastazioni belliche. Secondo stime di Heather, la perdita delle imposte che versavano le province devastate o occupate dai Vandali equivaleva ai costi di mantenimento di almeno mwat040 000 fanti o di mwat420 000 cavalieri, la maggior parte dei quali dovettero molto probabilmente essere licenziati, essendo ormai impossibile pagarli.cite-ref-30[30]

I Vandali posero la capitale a Cartagine e si appropriarono dei possedimenti dei proprietari terrieri, che vennero assegnate ai Vandali più eminenti, evidentemente per premiare la loro fedeltà e i loro sacrifici; i lotti confiscati assunsero la denominazione di mwauqsortes vandalorum (lotti dei Vandali).cite-ref-31[31] A quanto pare i senatori a cui furono confiscati i lotti furono costretti all'esilio nei territori ancora in mano all'Impero, ed essendosi indebitati dopo l'esilio nella speranza che l'Impero avrebbe riconquistato presto Cartagine, in seguito al trattato del 442 rischiarono di finire in rovina, venendo solo salvati da una legge del 19 ottobre 443 che impediva ai creditori di citare in giudizio esuli dell'Africa per debiti contratti dopo la conquista di Cartagine.cite-ref-32[32] Essendo ariani, i Vandali perseguitarono la fede cattolica. La data della presa di Cartagine divenne l'anno zero del Calendario vandalico. Dall'Africa i Vandali allestirono una flotta di imbarcazioni pirata e saccheggiarono le province dell'Impero, giungendo addirittura a mwau0saccheggiare Roma nel 455. Dopo il sacco di Roma, si impadronirono delle Mauritanie, della Sardegna, Corsica e Isole Baleari.cite-ref-bury8-29-1[29]

Furono vane le spedizioni prima dell'Imperatore d'Occidente mwavmMaggioriano nel 461 e poi quella congiunta tra i due imperi del mwavq468 di riconquistare l'Africa. I Vandali, condotti da Genserico, riuscirono a respingere tali assalti e a mantenere il possesso dell'Africa fino al 533-534, quando il generale dell'Impero romano d'Oriente mwavuBelisario riuscì a riconquistare l'Africa e a annetterla all'Impero. Verso la fine del mwavyV secolo lo Stato vandalo cadde in declino, abbandonando la maggior parte dell'interno ai Mauri e ad altre tribù del deserto.

La riconquista romana

Nel mwav8533, l'imperatore mwawaGiustiniano, approfittando di una disputa dinastica insorta nel regno vandalo, inviò un esercito al comando del generale mwaweBelisario, con lo scopo di riportare l'Africa sotto il dominio imperiale. Con una breve mwawicampagna militare, Belisario sconfisse i Vandali, entrò trionfalmente a mwawmCartagine e riuscì a ristabilire il potere dell'impero romano d'Oriente sulla provincia. Immediatamente dopo la vittoria, nell'aprile mwawq534, l'imperatore Giustiniano promulgò una legge riguardante l'organizzazione amministrativa dei nuovi territori. Le vecchie province della mwawuDiocesi d'Africa romana erano state per la maggior parte preservate dai Vandali, ma grandi parti, inclusa tutta la mwawymwawcMauretania Tingitana (a parte la fortezza di mwawgmwawkSeptem), la maggior parte della mwawomwawsMauretania Caesariensis e grandi parti dell'entroterra della mwawwNumidia e della mwaw0Byzacena, erano perdute a causa delle incursioni delle tribù dei mwaw4Mauri (Berberi). Giustiniano promosse il vicario a Cartagine a prefetto del pretorio, istituendo così la mwaw8Prefettura del pretorio d'Africa. La prefettura era formata da sette province: di queste la Zeugitana (o Proconsolare, in quanto posta in precedenza sotto la giurisdizione di un mwaxaproconsole), la Byzacena e la Tripolitania vennero governate da mwaxeconsulares; mentre le altre, cioè la Numidia, le Mauritanie e la Sardegna vennero governate da mwaximwaxmpraesides.cite-ref-33[33]

L'intento di Giustiniano fu, sostiene lo storico J.B. Bury, quello di «cancellare ogni traccia della conquista vandala, come se non ci fosse mai stata».cite-ref-34[34] Venne restaurato il cattolicesimo nelle nuove province e gli mwax0Ariani vennero perseguitati. Anche la proprietà terriera venne riportata allo stato preesistente alla conquista vandalica, ma la scarsità di validi titoli di proprietà dopo 100 anni di dominio vandalico crearono un caos amministrativo e giuridico. A capo dell'amministrazione militare venne posto il mwax4mwax8magister militum Africae, con un subordinato mwayamwayemagister peditum e quattro comandi regionali di frontiera (Tripolitania, Byzacena, Numidia e Mauretania) sotto il comando di un mwayimwaymdux. Questa organizzazione venne introdotta gradualmente, poiché a quel tempo i Romani erano impegnati nella lotta contro i Mauri.cite-ref-35[35] L'amministrazione romana riuscì a rintuzzare gli attacchi delle tribù mwaygberbere del deserto grazie alle gesta del mwaykmagister militum mwayoGiovanni Troglita, e grazie a una fitta rete di fortificazioni riuscì ancora una volta ad estendere il proprio dominio nell'interno.

Le province nordafricane, insieme ai possedimenti romani in Spagna, vennero riunite nell'mwaywEsarcato d'Africa dall'imperatore mway0Maurizio. Stando alla mway4Descriptio orbis romani di mway8Giorgio Ciprio, redatta agli inizi del VII secolo, la Tripolitania fu sottratta alla giurisdizione dell'esarca e trasferita nella mwazadiocesi d'Egitto. Secondo Giorgio Ciprio all'epoca l'Africa romana era suddivisa in sei eparchie: mwazeByzacena, mwaziCarthago Proconsularis, mwazmNumidia, mwazqMauritania I, mwazuMauritania II, mwazySardinia (Sardegna). All'epoca probabilmente la provincia di Sardegna comprendeva anche la Corsica, mentre la mwazcMauritania II comprendeva la fortezza di mwazgSeptem in mwazkMauritania Tingitana, la mwazoSpagna bizantina e le Isole Baleari. L'esarcato conobbe una certa prosperità e da qui partì la guerra civile che portò al rovesciamento del tirannico imperatore mwazsFoca da parte di mwazwEraclio nel mwaz0610. La stabilità e prosperità della regione all'inizio del mwaz4VII secolo sono evidenziate dal fatto che lo stesso Eraclio prese seriamente in considerazione, per qualche tempo, l'idea di trasferire la capitale imperiale da mwaz8Costantinopoli a Cartagine.

Trovatosi, dopo il mwa0e640, a dover fronteggiare l'urto della mwa0iconquista islamica, l'esarcato riuscì, pur con qualche battuta d'arresto, a tenere testa alla minaccia per qualche tempo, ma nel mwa0m698 un esercito musulmano proveniente dall'Egitto mwa0qsaccheggiò Cartagine e conquistò l'esarcato, mettendo fine al dominio cristiano e romano sul Nordafrica.

Difesa ed esercito

La presenza permanente di un esercito in Africa fu resa necessaria dall'insicurezza che gravava sulla provincia dalle vicine tribù berbere nomadi dei mwa1iGetuli e dei mwa1mGaramanti a sud dell'mwa1qAtlante.

Legioni romane

Sappiamo che Cesare lasciò nella regione, dopo la vittoria ottenuta sui Pompeiani nella mwa1gbattaglia di Tapso, tre legioni a sua protezione. Egli aveva evidentemente progetti espansionistici per il futuro. Al termine della mwa1kguerra civile del mwa1o44-mwa1s31 a.C., l'Africa Proconsolare fu affidata a una sola mwa1wlegione, la cui sede fu posta inizialmente a mwa10Thugga. Si trattava della mwa14III Augusta, il cui ruolo fu di grande importanza nella storia della provincia. Una mwa2acoorte fu invece distaccata a mwa2eCartagine, agli ordini diretti del mwa2iproconsole, per assicurare la protezione e le funzioni di polizia della città più rappresentativa della provincia.

La legione fu posizionata ad mwa2qmwa2uAmmaedaracite-ref-36[36] (oggi mwa2oHaidra) durante il principato di mwa2sTiberio, ma dal mwa2w75 fu trasferita a mwa20Theveste, ed infine a mwa24mwa28Lambaesis (oggi mwa3aLambèse), che divenne il suo definitivo quartier generale a partire dal mwa3e100 sotto mwa3iTraiano. Al comando della legione, dopo il legato, vi erano cinque tribuni di estrazione mwa3mequestre, ed un mwa3qmwa3utribunus laticlavius, membro dell'aristocrazia mwa3ysenatoria. Oltre ad avere un quartier generale, la legione inviava delle missioni, le "mwa3cvexillationes", e dei distaccamenti, spesso caratterizzati dall'etnia di origine dei componenti, i "numera".

Auxilia

Subito dopo la riorganizzazione dell'imperatore mwa3wAugusto (mwa3027 a.C.), furono installate alcune mwa34alae di cavalleria e mwa4acohortes di fanteria. Sappiamo, infatti, da alcune iscrizioni epigrafiche che nella provincia c'erano:

nel mwa4q128
nell'Africa proconsolare, 1 mwa4ymwa4cala di mwa4gcavalleria e 9 mwa4kmwa4ocohortes di mwa4sfanteria (sembra ridotte a 6 o 7 poco dopocite-ref-37[37]), i cui nomi erano:cite-ref-38[38]

• per le ali: mwa5yI Pannoniorum;cite-ref-39[39]
• per le coorti: mwa5wI Chalcidenorum (?), mwa50I Syrorum sagittaria, mwa54I Flavia Afrorum, mwa58I Flavia, mwa6aII Flavia Afrorum (?), mwa6eII Hispanorum (?), mwa6iII Hamiorum (?), mwa6mVI Commagenorum e mwa6qVII Lusitanorum (?).

nel mwa6c400 circa
l'esercito mwa6kafricano mwa6ooccidentale, dopo la riforma mwa6stetrarchica e di mwa6wCostantino I, fu posto sotto il comando di un mwa60mwa64Numerus intra Africam, da cui dipendeva:cite-ref-notocc1-40-0[40]cite-ref-notocc7-41-0[41]

• il mwa7kmwa7oComes Africae, a capo di 12 unità (o distaccamenti) di fanteriacite-ref-notocc7-41-1[41] e 19 di cavalleria mwa78comitatense,cite-ref-notocc6-42-0[42] oltre a 16 unità di mwa8qlimitanei;cite-ref-notocc25-43-0[43]
• il mwa8omwa8sDux limitis Mauretaniae Caesariensis, a capo di otto unità (o distaccamenti);cite-ref-notocc30-44-0[44]
• il mwa9emwa9iDux limites Tripolitani, a capo di 14 unità (o distaccamenti);cite-ref-notocc21-45-0[45]

e di un mwa9kmwa9oNumerus intra Tingitaniam, da cui dipendeva:

• il mwa90mwa94Comes Tingitaniae, a capo di quattro unità (o distaccamenti) di fanteriacite-ref-notocc7-41-2[41] e tre di cavalleria mwa-mcomitatense,cite-ref-notocc6-42-1[42] oltre ad altre 8 di mwa-glimitanei.cite-ref-notocc26-46-0[46]

Questa struttura amministrativo-militare rimase pressoché invariata fino alla conquista dei mwa-4Vandali.

Classis Libyca

Detta anche mwa-iClassis Nova Lybica,cite-ref-47[47] aveva il compito di pattugliare le coste libiche. Le fonti la menzionano per la prima volta intorno al mwa-c180 sotto l'imperatore mwa-gMarco Aurelio o più probabilmente sotto mwa-kCommodo.

Strutture militari lungo il limes della provincia d'Africa

La fossa Regia

La fossa Regia fu il primo sistema difensivo di mwbagmwbaklimes africanus, rappresentando per almeno un quarantennio il confine meridionale della provincia romana d'Africa, con fini più che altro amministrativi, piuttosto che mwbaomilitari. Essa fu costruita, al momento dell'annessione di Scipione Emiliano (nel 146 a.C.), con un semplice mwbasfossato. Dopo il mwbaw46 a.C. la fossa Regia servì come confine tra le province dell'mwba0Africa Nova ad ovest, e dell'mwba4Africa Vetus ad est.cite-ref-48[48]

Il limes della Numidia ed il fossatum Africae

Questo tratto di mwbbglimes si sviluppò a sud della mwbbkfossa Regia a partire dalla riorganizzazione provinciale operata da mwbboAugusto nel mwbbs27 a.C. Annesso e facente parte di questo settore difensivo, vi era poi il mwbbwmwbb0fossatum Africae, lungo i monti dell'mwbb4Aurès, che fu invece sviluppato a partire da mwbb8Adrianocite-ref-49[49] o mwbcqAntonino Pio, per analogia con quanto questi due mwbcuimperatori svilupparono sia in mwbcyBritannia sia lungo il mwbccmwbcglimes germanico-retico (tra mwbckReno e mwbcoDanubio).

Ora varrà la pena analizzare questo tratto di mwbcwmwbc0limes africanus tenendo presente la cronologia del suo sviluppo e le sue linee principali di penetrazione nell'area desertica dell'mwbc4Atlante orientale, prima da nord a sud, e poi da est ad ovest dell'mwbc8Aurès. A tal proposito qui sotto troverete alcune tabelle che sintetizzano tali considerazioni:

• mwbdilegio=mwbdmlegione romana
• mwbducoh.=mwbdycoorte
• mwbdgmil=milliaria (composta da mwbdk1 000 uomini)
• mwbdseq.=mwbdwcoorte equitata
• mwbd4ala=mwbd8unità di cavalleria
• mwbeevexill=mwbeimwbemvexillationes
• mwbeuc.R.=mwbeymwbeccivium Romanorum

Settore a nord dell'Aurès: dai Giulio-Claudi ai Flavi

La prima avanzata compiuta da mwbesAugusto portò i nuovi confini provinciali poco più ad ovest ed a sud della mwbewfossa Regia, rinforzati dalla costruzione di una mwbe0strada fortificata a protezione della costa che da mwbe4mwbe8Igilgili congiungeva mwbfamwbfeCirta, mwbfimwbfmBulla Regia, la mwbfqfortezza legionaria di mwbfumwbfyThugga, fino a mwbfcGabès. È vero anche che molte mwbfgcolonie furono fondate da mwbfkAugusto anche più ad occidente di mwbfoIgilgili (nei "futuri" territori di mwbfsMauretania Tingitana e mwbfwCaesariensis). La repressione della rivolta del popolo dei mwbf0Musulami, capeggiati da un certo mwbf4Tacfarinas (anni mwbf817-mwbga24), costrinsero mwbgeTiberio a un'ulteriore avanzata verso sud-ovest, con il conseguente abbandono della fortezza legionaria di mwbgiThugga, ed il posizionamento della mwbgmlegio III Augusta ad mwbgqmwbguAmmaedara.

| Forte/ burgus lungo il limes | località antica | località moderna | dal | al | Misure | Unità ausiliarie presenti in differenti periodi |
|---|---|---|---|---|---|---|
| guarnigione cittadina | Cirta | Costantina | Augusto | Flavi ? | | vexill. Coh.VII Praetoria [ 50 ] |
| fortino? | Bulla Regia | Jendouba | Augusto | Tiberio ? | | vexill. Coh.I Urbana [ 51 ] |
| fortezza legionaria | Thugga | Dougga | Augusto | Tiberio | | legio XII Fulminata [ 52 ] legio III Augusta [ 53 ] |
| fortino? | Sicca Veneria | Le Kef | Augusto | Tiberio | | vexill. legio III Augusta [ 54 ] vexill. Coh.I Urbana [ 55 ] |
| fortezza legionaria | Ammaedara | Haidra | 24 ( Tiberio ) | 75 ( Vespasiano ) | | legio III Augusta |
| forte alare ? [ 56 ] | Theveste | Tébessa | 24 ( Tiberio ) | 75 ( Vespasiano ) | | |
| fortino? | Sufes | Sbiba | Tiberio ? | Vespasiano ? | | vexill. legio VII Claudia [ 57 ] vexill. Ala Flavia [ 58 ] |
| fortino? | Mactaris | Maktar | Augusto ? | Tiberio ? | | vexill. legio III Augusta [ 59 ] |

Una successiva fase di espansione, sempre a nord dell'mwbs8Aurès, fu messa in atto da mwbtaVespasiano e dal figlio mwbteDomiziano, proseguendo con l'occupazione dei territori della mwbtiNumidia occidentale come segue:

| Forte/ burgus lungo il limes | località antica | località moderna | dal | al | Misure | Unità ausiliarie presenti in differenti periodi |
|---|---|---|---|---|---|---|
| guarnigione cittadina | Cuicul | Djémila | Vespasiano ? | Traiano ? | | vexill. legio III Augusta [ 60 ] vexill. legio V Macedonica [ 61 ] |
| forte? | Tipasa | Tipasa | Claudio [ 62 ] | Traiano ? [ 63 ] | | Ala Britannica mill. c.R. bis Torquata [ 64 ] Ala I Cannanafatium [ 65 ] Ala I Augusta Ituraeorum [ 63 ] Ala I Contariorum [ 66 ] |
| fortezza legionaria | Theveste | Tébessa | 75 ( Vespasiano ) | 100 ( Traiano ) | | legio III Augusta [ 67 ] |
| forte | Vazanis | Zoui | Vespasiano | Traiano ? | | Coh. Hispanorum [ 68 ] |
| forte | Mascula [ 62 ] | Khenchela | Vespasiano | Traiano ? | | Coh. II Gemellae Thracum [ 69 ] vexill. legio III Augusta [ 70 ] |
| forte | Aquae Flavianae [ 62 ] | El Hammam | Vespasiano | Traiano ? | | Coh. II Gemellae Thracum [ 71 ] vexill. legio III Augusta [ 72 ] |
| forte cohortale [ 73 ] | Lambaesis | Lambèse | Flavi [ 73 ] | V secolo | 1,76 ha [ 73 ] | Coh. II Flavia Afrorum [ 74 ] Coh. VII Lusitanorum [ 75 ] Coh. I Syrorum [ 76 ] Coh. VI Commagenorum [ 77 ] Coh. II c.R. eq. Pia Fidelis [ 78 ] |
| forte | Thelepte | Feriana | Vespasiano ? | Traiano ? | | Legio II Flavia Virtutis [ 79 ] |
| forte | Capsa | Gafsa | Tiberio [ 80 ] | V secolo ? | | vexill. legio III Augusta [ 80 ] vexill. Coh.I Urbana [ 81 ] |

Settore a sud dell'Aurès: da Traiano agli Antonini

Si procedette invece ad un'avanzata a sud dell'mwbmsAurès al tempo di mwbmwTraiano, quando questa catena montuoso fu aggredita da nord-ovest e da sud-est con la costruzione di una strada che congiungeva le nuove postazioni avanzate (attorno al forte di mwbm0mwbm4Gemellae) con la città di mwbm8Gabès (ad est, sulla costa africana) e la nuova mwbnafortezza legionaria di mwbnemwbniLambaesis (ad ovest, 150mwbnm km a nord-est di mwbnqGemellae). Si trattava di tutta una serie di fortificazioni che ebbero proprio nel nuovo forte di mwbnuGemellae il punto più avanzato del nuovo sistema difensivo della regione.cite-ref-daniels270-82-0[82]

mwbnsAdriano prima e mwbnwAntonino Pio poi, completarono il progetto traianeo, rendendo l'avanzata verso sud-ovest più sicura con la costruzione di un mwbn0mwbn4fossatum Africae, similmente a quanto era stato concepito nello stesso periodo in mwbn8Britannia (con il mwboavallo di Adriano e mwboevallo Antonino) ed in mwboiGermania superiore e mwbomRezia (con il mwboqlimes germanico-retico).cite-ref-daniels268ss-83-0[83] La penetrazione verso sud portò anche alla creazione di una prima serie di postazioni avanzate fino al margine superiore del Djebel Amour, a sud del fiume Touil, con la costruzioni di forti a mwbowMedjedel (databile al mwbo0148-mwbo4149cite-ref-ae-1938-51-84-0[84]) e Agneb o Agueneb o Geryville (dell'epoca di mwbpuMarco Aurelio e databile al mwbpy174cite-ref-85[85]cite-ref-86[86]).cite-ref-daniels276ss-87-0[87]

Questo avanzamento portò alla conseguente creazione di due nuove mwbqqcolonie (a mwbqumwbqyThamugadicite-ref-88[88] e mwbqsmwbqwThevestecite-ref-89[89]) ed altrettanti mwbremunicipi (a mwbriDianacite-ref-90[90] e mwbrgmwbrkMasculacite-ref-91[91]) da parte dellmwbr4'mwbr8mwbsaOptimus Princeps.cite-ref-daniels268ss-83-1[83]

| Forte/ burgus lungo il limes | località antica | località moderna | dal | al | Misure | Unità ausiliarie presenti in differenti periodi | Mappe o foto |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Forte alare o di coorte equitata | Zarai | Zraia | Traiano ? | inizi V secolo ? | | Ala Flavia [ 92 ] Coh. I Flavia eq. [ 93 ] | |
| forte alare [ 73 ] | Lambaesis | Lambèse | Flavi [ 73 ] | V secolo | 1,76 ha [ 73 ] | Ala Flavia [ 94 ] | |
| fortezza legionaria [ 73 ] | Lambaesis | Lambèse | Traiano [ 73 ] | V secolo ? | 21,00 ha [ 73 ] | legio III Augusta [ 95 ] | |
| Clausura | Bir Oum Ali | Wadi Oum Ali | II secolo ? | | ca. 600 m | | |
| Fortino avamposto | Fegusia | | Traiano ? | V secolo ? | | vexill. legio III Augusta [ 96 ] | |
| Via militare con fortini/torri? | Tigaminin | Khanga | Antonino Pio [ 97 ] | inizi V secolo ? | | vexill. legio VI Ferrata [ 97 ] | |
| forte alare [ 98 ] e di fanteria | Calceus Herculis [ 99 ] | El Kantara [ 98 ] [ 99 ] | Commodo ? | inizi V secolo ? | | Ala I Thracum Mauretana [ 98 ] Numerus Palmyrenorum [ 100 ] vexill. legio III Augusta ? [ 101 ] Numerus Hemesenorum [ 102 ] | |
| fortino? | Burgus speculatorius Antoninianus [ 99 ] | | Caracalla [ 99 ] | inizi V secolo ? | | Numerus Herculis Antoninianus [ 99 ] | |
| fortino? | Burgus speculatorius Commodianus [ 103 ] | | Commodo [ 103 ] | inizi V secolo ? | | | |
| fortino? | Maserfelta | El Outhaia [ 104 ] | Marco Aurelio [ 104 ] | inizi V secolo ? | | Coh.VI Commagenorum [ 104 ] | |
| fortino | Bescera [ 105 ] | Biskra | Marco Aurelio [ 105 ] | inizi V secolo ? | | Numerus Palmyrenorum [ 105 ] | |
| Forte [ 106 ] | Thabudeos | Tehouda ( Sidi Okba ) | Adriano | inizi V secolo ? | | cohors non specificata [ 107 ] | |
| Forte | Gemellae | El Kasbat | Traiano / Adriano | inizi V secolo ? | 2,9 ha [ 108 ] | Coh.I Chalcidenorum eq. [ 109 ] Ala I Pannoniorum [ 110 ] | |
| 2 forti | Badias [ 111 ] | Badès o Badis [ 111 ] | Adriano | inizi V secolo ? | | | |
| Fortino | Ad Medias [ 111 ] | Taddert [ 111 ] | Traiano [ 112 ] | inizi V secolo ? | 0,225 ha | | |
| forte | Ad Maiores [ 111 ] | Besseriani [ 111 ] | Traiano [ 113 ] | inizi V secolo ? | 1,7 ha | vexill. legio III Augusta [ 113 ] | |
| fortino | Ad Turres [ 111 ] | Tamerza [ 111 ] | Traiano ? | inizi V secolo ? | 0,05 ha | | |
| torre di avvistamento | Speculum [ 111 ] | Chébika [ 111 ] | Traiano ? | inizi V secolo ? | | | |
| fortino? | Nepte [ 111 ] | Naftah [ 111 ] | Traiano / Antonino Pio [ 114 ] | inizi V secolo ? | | | |
| Forte ausiliario [ 115 ] | Thiges | Griss [ 115 ] | Nerva [ 115 ] | inizi V secolo ? | | | |
| forte | Capsa | Gafsa | Tiberio [ 80 ] | inizi V secolo ? | | vexill. legio III Augusta [ 80 ] | |

Settore ad ovest dell'Aurès: dai Severi a Diocleziano

L'ultima avanzata di questo tratto di mwcsglimes mwcsknumidico (in direzione sud ed ovest, in combinazione con un'avanzata di quello della vicina mwcsoMauretania Caesariensis verso meridione) fu operato dall'imperatore africano, originario di mwcssmwcswLeptis Magna, mwcs0Settimio Severo. Anche i suoi successori, durante il difficile periodo dell'mwcs4anarchia militare e poi mwcs8Diocleziano, aggiunsero ulteriori postazioni fortificate al sistema difensivo di questo tratto di mwctalimes africano, raggiungendo così nel mwcteIII secolo la massima espansione romana verso sud.

| Forte/ burgus lungo il limes | località antica | località moderna | dal | al | Misure | Unità ausiliarie presenti in differenti periodi |
|---|---|---|---|---|---|---|
| forte | | Tolga [ 111 ] | | inizi V secolo ? | | |
| forte | | Doucen [ 111 ] [ 116 ] | 242 [ 116 ] [ 117 ] | inizi V secolo ? | | |
| forte | Ausum [ 116 ] | Sadouri [ 111 ] | 247 [ 116 ] | inizi V secolo ? | | |
| forte di cohors | | Medjedel | 148 - 149 [ 84 ] | IV secolo ? | | |
| fortino | Sufasar | Amoura | Settimio Severo [ 118 ] | inizi IV secolo [ 119 ] | | vexill. Coh.Hispanorum [ 120 ] |
| fortino | Castellum Dimmidi | Messad | Settimio Severo [ 121 ] ( 198 [ 122 ] ) | III secolo [ 123 ] | 0,040 ha circa | vexill. legio III Augusta [ 123 ] |

Il limes Tripolitanus : il sistema difensivo più orientale della provincia d'Africa

Il mwcdglimes Tripolitanus fu l'ultimo tratto di mwcdkmwcdolimes africanus ad essere strutturato, insieme a quello ad occidente dell'mwcdsAurès, nell'ambito dell'organizzazione della provincia dellmwcdw'mwcd0Africa proconsolaris. Il primo imperatore che attuò questo processo fu mwcd4Commodo.cite-ref-bacchielli341bis-124-0[124] Fu però mwcemSettimio Severo, imperatore "africano" di mwceqmwceuLeptis Magna, a portare l'mwceyImpero romano alla sua massima espansione in Africa settentrionale ed a rivolgere particolare attenzione al mwceclimes di questo settore.cite-ref-bacchielli342-125-0[125] Si trattava di un sistema di difese a protezione soprattutto delle tre più importanti città (commerciali) della costa (da cui il nome di mwcewmwce0Tripolitania): mwce4mwce8Sabratha, mwcfamwcfeOea e mwcfimwcfmLeptis Magna.cite-ref-bacchielli339-126-0[126]

Geografia politica ed economica

I principali centri urbani della nuova provincia dell'Africa proconsolare erano mwcfsCartagine, mwcfwUtica, mwcf0mwcf4Cirta, mwcf8mwcgaHippo Diarrhytus, mwcgemwcgiHippo Regius, mwcgmmwcgqThabraca, mwcgumwcgyCuicul,cite-ref-127[127] mwcgsmwcgwThamugadi, mwcg0mwcg4Theveste, oltre a quelli in mwcg8Tripolitania di mwchamwcheSabratha, mwchimwchmOea e mwchqmwchuLeptis Magna.cite-ref-bacchielli339-126-1[126]


Il porto era un elemento dal quale la città non poteva prescindere nella visione urbanistica di mwcieSettimio Severo, che qui vi era nato.cite-ref-128[128] Del mwciyfaro non restano oggi che le fondamenta, ma un tempo esso era alto più di 35 metri e, a detta di alcuni storici, non era molto diverso dal più rinomato mwcicFaro di Alessandria. Le zone che meglio si sono conservate del porto sono il molo orientale, i magazzini, le rovine di una torre di osservazione e una parte delle banchine utilizzate per il carico delle merci.cite-ref-129[129] Il porto era costituito da un grande bacino di circa mwciw102 000 mwci0 (390 x 410 metri), con una circonferenza di quasi mwci41 300 metri. Ai lati vi erano due banchine di mwci81 000 metri ciascuna, dotate di numerose postazioni di ormeggio.cite-ref-redd-golvin83-87-130-0[130] Altrettanto degna di nota è l'imponente scalinata del Tempio di mwcjqGiove Dolicheno.cite-ref-131[131] Era, questa, una divinità siriana poco conosciuta all'epoca di Settimio Severo, e si crede che la comparsa di questo tempio a lei dedicato sia dovuta al fatto che la moglie dell'imperatore fosse siriana.

La prosperità di gran parte delle città derivava soprattutto dall'agricoltura,cite-ref-rinaldi-tufi378-1-8[1] di cui il Nordafrica era considerato "il granaio dell'impero": secondo alcune stime avrebbe prodotto un milione di tonnellate di mwclscereali all'anno, di cui un quarto veniva esportato. Altre culture erano piante da frutto, fichi, viti e fagioli. Nel mwclwII secolo l'mwcl0olio d'oliva contendeva ai cereali il primo posto tra le derrate esportate. Lo sviluppo delle esportazioni agricole africane, a spese della produzione italica è testimoniato dalla progressiva sostituzione delle forme di mwcl4anfore da trasporto di produzione africana a quelle di produzione italica.

Le esportazioni comprendevano inoltre gli schiavi e gli animali selvatici esotici per i giochi dell'anfiteatro e ancora mwcmatessuti, mwcmemarmo, mwcmivino, mwcmmlegname, mwcmqbestiame, mwcmuvasellame e mwcmylana.

Religione nella provincia africana

Durante il periodo imperiale, la religione praticata nella provincia vide l'intersecarsi di numerose tendenze:

• il culto di un pantheon numidico o mauro che proseguì soprattutto nelle campagne, con divinità come Macurgum, il guaritore, Macurtam e Iunam, i cavalieri, per la Numidia e la Proconsolare, e la dea Aulisia per la Mauretania;
• la religione punica, diffusa a partire da Cartagine tra il mwcnaIX e il mwcneII secolo a.C. e proseguita anche in epoca romana, con il culto di mwcniBaal o di mwcnmTanit, protettrice di Cartagine;
• la mwcnureligione romana, in particolare la mwcnytriade capitolina (ossia mwcncGiove, mwcngGiunone e mwcnkMinerva), in epoca repubblicana, e il mwcnoculto imperiale, che caratterizzò i luoghi più romanizzati.

A questi influssi si aggiunsero in seguito anche i culti orientali, diffusi in tutto l'impero col concorso dei funzionari -soprattutto dell'esercito- e dei commercianti romani: mwcnwEsculapio già dal mwcn0II secolo a.C., mwcn4Mitra presso i militari, soprattutto in Mauretania, mwcn8Cibele, protettrice degli Antonini, nel mwcoaII secolo, e mwcoeIside e mwcoiSerapide (che compaiono sull'arco di trionfo di mwcomSettimio Severo a mwcoqLeptis Magna).

Il mwcoyculto imperiale venne organizzato a livello municipale (come testimoniato dalle iscrizioni e dalle dediche di templi) ed era assicurato da confraternite di mwcocliberti (collegi dei mwcogseviri, mwcokflamini). A livello provinciale se ne occupava il mwcooconcilium provinciae ("consiglio provinciale") composto dai mwcossacerdotales, che si preoccupavano inoltre di difendere gli interessi della provincia presso l'imperatore, contro gli abusi dei governatori.

I Romani praticavano un mwco0sincretismo tra le divinità di diversa origine, per via di assimilazioni o di associazioni: Baal, associato a mwco4Saturno, continuò ad essere oggetto di un culto importante (il suo tempio a Thugga assunse l'aspetto di un tempio punico). Caelestis venne associata a Tanit, Esculapio a Macurgum e ad mwcpaEshmun, una divinità punica. Il culto dell'imperatore regnante prese in alcuni casi forme animiste, come nel caso di una sorgente consacrata a Settimio Severo vicino a mwcpeTimgad.

Il mwcpmCristianesimo si diffuse rapidamente e le province africane diedero i natali anche a molti santi, dottori della chiesa, martiri e scrittori cristiani. Il dibattito teologico portò alla nascita di correnti mwcpqeretiche come quella dei mwcpudonatisti, mentre l'mwcpyarianesimo venne importato dai Vandali nel mwcpcV secolo.

Note

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cite-note-88. mwctsmwctwLivio,mwct0 XXVII, 4.9.
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cite-note-2525. Secondo Procopio, la riconciliazione avvenne grazie alla scoperta che Bonifacio si era rifiutato di recarsi in Italia non perché avesse veramente intenzione di staccare l'Africa dall'Impero ma perché aveva ricevuto una lettera da Ezio che lo avvertiva di non recarsi in Italia in quanto Galla lo avrebbe ucciso.
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cite-note-9536. mwdbamwdbeAEmwdbi mwdbm1954, 137 epoca di mwdbqTito; mwdbumwdbyAEmwdbc mwdbg1900, 33, mwdbkmwdboCILmwdbs mwdbwVIII, 2534 (p 1723) (mwdb0Adriano) e mwdb4mwdb8CILmwdca mwdceVIII, 18042 (del mwdci128); mwdcmmwdcqAEmwdcu mwdcy1898, 11, mwdccmwdcgCILmwdck mwdcoVIII, 2536 e mwdcsmwdcwCILmwdc0 mwdc4VIII, 2535 (p 954) (mwdc8Antonino Pio); mwddamwddeAEmwddi mwddm1955, 134 e mwddqmwdduAEmwddy mwddc1955, 135 (mwddgMarco Aurelio); AE 1942/43, 37 (del mwddk180); mwddomwddsAEmwddw mwdd01992, 1860 (mwdd4Commodo); mwdd8mwdeaAEmwdee mwdei1955, 137 (mwdemSettimio Severo); mwdeqmwdeuAEmwdey mwdec1985, 872 e AE 1917/18, 50 (mwdegCaracalla); mwdekmwdeoAEmwdes mwdew1902, 11 e AE 1917/18, 51 (mwde0Alessandro Severo); mwde4mwde8AEmwdfa mwdfe1904, 71 e mwdfimwdfmAEmwdfq mwdfu1946, 39 (mwdfyGallieno); mwdfcmwdfgCILmwdfk mwdfoVIII, 2529 (mwdfsMarco Aurelio Carino e mwdfwNumeriano); mwdf0mwdf4CILmwdf8 mwdgaVIII, 2576 (p 954, 1723) (mwdgeMassimiano); di epoca non specificata sono invece: mwdgimwdgmAEmwdgq mwdgu1898, 12, mwdgymwdgcAEmwdgg mwdgk1906, 7, mwdgomwdgsAEmwdgw mwdg01909, 3, mwdg4mwdg8AEmwdha mwdhe1920, 36; AE 1942/43, 38; mwdhimwdhmAEmwdhq mwdhu1989, 872; mwdhymwdhcAEmwdhg mwdhk1989, 873.
cite-note-9637. CIL VIII, 10474, 3f.
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cite-note-cil8-2494-9940. mwdj4mwdj8CILmwdka mwdkeVIII, 2494.
cite-note-10041. mwdkumwdkyAEmwdkc mwdkg1926, 144; mwdkkmwdkoAEmwdks mwdkw1933, 104; mwdk0mwdk4AEmwdk8 mwdla1941, 156; mwdlemwdliAEmwdlm mwdlq1989, 902; mwdlumwdlyAEmwdlc mwdlg1992, 1852; mwdlkmwdloAEmwdls mwdlw1992, 1854; mwdl0mwdl4CILmwdl8 mwdmaVIII, 18008.
cite-note-10142. mwdmqmwdmuAEmwdmy mwdmc1926, 144; mwdmgmwdmkAEmwdmo mwdms1926, 145; mwdmwmwdm0AEmwdm4 mwdm81933, 42; mwdnamwdneCILmwdni mwdnmVIII, 2497; mwdnqmwdnuCILmwdny mwdncVIII, 2498 sono iscrizioni in cui si evince che o un centurione fu inviato al comando del mwdngnumerus Palmyrenorum, oppure meno probabilmente di una centuria della mwdnkmwdnolegio III Augusta.
cite-note-10243. mwdn4mwdn8AEmwdoa mwdoe1933, 47; mwdoimwdomAEmwdoq mwdou1933, 47; mwdoymwdocCILmwdog mwdokVIII, 2496.
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Bibliografia

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• G. Webster, The roman imperial army of the first and second century A.D., Oklahoma 1998.

Voci correlate

• mwd6qFlavio Eusignio, proconsole nel 386-387.

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Collegamenti esterni

• mwd6kSulla storia della regione/limes dell'Aurès: dai Cartaginesi ai Romani, si confrontino pag.67-98 e 258-272 (PDF), su aureschaouia.free.fr.
• mwd6sL'Africa romana, su unrv.com.
• mwd60Cartine dell'Africa romana, su ccat.sas.upenn.edu. URL consultato il 15 marzo 2008 (archiviato dall'url originale l'8 dicembre 2005).
• mwd68La missione archeologica italiana ad Uchi Maius, su uniss.it (archiviato dall'url originale il 6 giugno 2015).
• mwd7eSerie di convegni promossi dal Dipartimento di Storia dell'Università di Sassari, su uniss.it. URL consultato il 15 marzo 2008 (archiviato dall'url originale il 29 aprile 2008).